DESTINATARIO SCONOSCIUTO

Novembre 1932. L'ebreo Max Eisenstein e il tedesco Martin Schulse, soci in affari a San Francisco e amici fraterni, si separano. Martin torna in Germania con moglie e figli e tra i due comincia uno scambio di lettere su cui si stende ben presto l'ombra nera della storia: nel 1933 Hitler prende il potere e Martin si lascia sedurre dall'ideologia nazista. Martin non cambia atteggiamento nemmeno quando Max, disperato, gli raccomanda di vegliare sulla sorella Griselle, un'attrice austriaca che è stata amante di Martin e che, nonostante gli avvertimenti ricevuti, ha voluto ugualmente recitare a Berlino. E proprio questo comportamento porterà a un simbolico rovesciamento dei ruoli e ad una raffinata vendetta.

Un viaggio alle radici dell’odio, uno spettacolo intenso, appassionato e necessario, che rappresenta il clima di spietato razzismo in cui maturò l’Olocausto.

 

Destinatario sconosciuto (Address Unknown) è un romanzo epistolare di Katherine Kressmann Taylor pubblicato nel 1938 dalla rivista Story di New York e nel 1939 come libro vero e proprio. 

Il romanzo fu ignorato per sessant'anni fino al 1999 quando, tre anni dopo la morte dell'autrice, venne tradotto in lingua francese diventando un best seller.

Note di regia

Destinatario sconosciuto è la storia di una grande, solida amicizia che va in frantumi per l’avvento del nazismo.

La vicenda, raccontata sottoforma di epistolario, non si svolge in un luogo specifico. Lo spazio scenico è vuoto e rappresenta un luogo astratto: solo un tavolo, due sedie, una brocca d’acqua e due bicchieri di vetro trasparente fanno da cornice all’umanità di Martin e di Max.

Spesso, quando si legge la lettera di una persona che si conosce profondamente bene, lei appare viva innanzi al lettore, tra e attraverso le parole del testo che ha scritto. E così Martin e Max in scena sono sempre presenti e in relazione tra loro, mentre le loro parole danno vita a un feroce dialogo-scontro, umano e politico, in un crescendo di rancore e vendetta, di gelida indifferenza e disperazione.

 

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